COMPLESSITA’
E PSICHIATRIA
Benchè
fino a non molti anni orsono l'approccio di tipo riduzionistico
sia rimasto sinonimo di metodo scientifico e affidabilità dei
risultati, gli strumenti che la statisitca ha messo a disposizione
dei ricercatori anche in campo medico, come già consolidato in
altri ambiti di applicazione (economia
e meteorologia, per citarne solo alcuni) strumenti computazionali
che consentono predizioni, definizioni di patterns strutturali
e funzionali che tengono conto della strutturale complessità del
funzionamento del cervello.
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PSICONEUROENDOCRINOLOGIA
Nella
complessità unitaria dell'organismo umano gli ormoni rapppresentano
una modalità di comunicazione
tra la mente e il corpo. I primi studi effettuati negli anni '80,
sotto la guida della Prof.ssa F. Brambilla rappresentavano un
tentativo di esplorazione degli effetti psicotropi di questi composti
e delle reciproche influenze sulla neurotrasmissione e quindi
sulle espressioni psicopatologiche.
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NEUROPSICOLOGIA
La neuropsicologia,
ovvero lo studio delle funzioni cognitive e delle loro espressioni
disfunzionali, ha trovato il proprio campo di applicazione privilegiata
in ambito neurologico, e tuttavia sulla scorta di ipotesi che suggeriscono
che alcune di tali disfunzioni siano presenti anche nei disturbi
psichiatrici e che tali disfunzioni potrebbero costrire un rofilo
del paziente affetto differente dalla descrizione sintomatologica.
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I MARKERS BIOLOGICI
In
assenza di conoscenze esaustive circa la eziologia delle sindromi
cliniche psichiatriche, la identificazione di marcatori biologici
della condizione psicopatologica, consente di 'acquisire
informazioni circa i meccanismi patogenetici
sottesi. Negli anni sono stati studiati i markers biologici
per la schizofrenia, per i disturbi dell'umore, per il disturbo
di panico e per il disturbo ossessivo-compulsivo.
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| EPIDEMIOLOGIA PSICHIATRICA
La familiarità di molti disturbi psichiatrici, ovvero
il fatto che essi si presentino concentrati solo in un certo numero
di famiglie all'interno della popolazione generale, suggerisce che
nella patogenesi dei disturbi medesimi giochino un ruolo importante
i fattori genetici. Sono quindi state studiate le caratteristiche
della familiarità per alcuni disturbi (età di esordio, distribuzione
per genere, assortative mating) quale premessa per studi di genetica
formale e molecolare.
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I
DISTURBI DI PERSONALITA'
La nosografia psichiatrica riconosce tra le manifestazioni
di pertinenza clinica, oltre alle classiche sindromi, anche profili
di personalità disadattivi per la presenza rigida e persistente
di modalità relazionali inappropriate
alle situazioni contingenti. Lo studio della epidemiologia, dei
profili clinici correlati, dei cambiamenti di tali condizioni in
risposta a eventuali trattamenti farmacologici offre uno strumento
di conoscenza dei correlati psicobiologici sottesi.
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| GENETICA PSICHIATRICA
Per
molti disturbi psichici è stata accertata non soltanto una familiarità,
cioè la concentrazione in alcuni nuclei familiari dei casi affetti,ma
si sono anche potute dimostrare la presenza e una distribuzione
di casi secondari nelle famiglie compatibili con modelli di trasmissibilità
genetica specifica. La naturale evoluzione di tali studi è stata
la ricerca, a livello molecolare, di geni candidati a rappresentare
l'anello di congiunzione tra la vulnerabilità genetica e la espressione
di proteine anomale che costruiscono il fenotipo affetto.
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PSICOFARMACOLOGIA
CLINICA
La terapia farmacologica offre un osservatorio privilegiato
per la comprensione dei meccanismi patogenetici delle sindromi
psichiatriche e uno strumento di dissezione delle caratteristiche
biologiche che le varie diagnosi sottendono. In questo modo si
sono potute studiare le componenti di eterogeneità di vari disturbi,
non soltanto a livello di risposta clinica ai farmaci, ma anche
di differenti implicazioni etiopatogenetiche.
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