A distanza di tanti anni solo un rimpianto, quello di non aver fatto di più sulla strada della conoscenza, soprattutto di non aver ricercato e usato con maggiore determinazione gli strumenti per una ricerca di tipo non riduzionistico. I tempi sono maturi perché il funzionamento del cervello venga studiato estesamente secondo i modelli e gli strumenti computazionali che sua complessità strutturale e funzionale richiedono. I prossimi anni saranno dedicati alla promozione, alla diffusione e alla applicazione di queste ricerche che tengono conto che siamo quello che siamo nel contesto in cui viviamo.